Il bragozzo veniva usato  per la pesca costiera e, generalmente, era condotto da un equipaggio formato da tre uomini. Nell’area chioggiotta era  il più diffuso tipo di imbrcazione  fra la fine del ‘700 e l’inizio del ‘900. Di fatto prese il posto di un’altra imbarcazione molto utilizzata, la tartana, anch’essa di Chioggia, ma con l’avvento del motore la fortuna del bragozzo declinò rapidamente e dopo la seconda guerra mondiale uscì praticamente dalla circolazione.

Con l’avvento del Bragozzo nell’800 si ampliò la possibilità di possedere una imbarcazione da pesca dalle grandi dimensioni e questo avvantaggiò molto i pescatori dell’alto Adriatico.

Il bragozzo, costruito negli squeri mediante i sesti (sagome prefissate, che servivano a ricavare le corbe, cioè le ordinate dello scafo), verso la fine dell’ottocento era lungo 12 metri e mezzo, largo 3,15 e alto 1,05 metri, aveva boccaporto centrale a proravia, uno a poppavia e un portello a prua. Il timone raggiungeva la lunghezza di quasi 4 metri. 

Le vele del bragozzo: un segno di riconoscimento

La vela è sempre stata il simbolo, l’emblema caratteristico e più appariscente del bragozzo che poteva essere riconosciuto a distanza in base al colore e soprattutto dalle raffigurazioni dipinte sulle vele. Ma anche  lo scafo dei bragozzi veniva abbellito con varie decorazioni.

A prua erano dipinte ad olio figure alate nell’atto di suonare la tromba, dette ànzoli (Angeli), o soggetti sacri, insieme, ai lati, alle pesséte che, se contornate o incorniciate, dette bòli. Scopo di questi dipinti era, ovviamente, quello di ottenere la protezione dei Santi o della Madonna. Altri dipinti piuttosto comuni erano: colombe bianche col ramo d’ulivo, dischi solari, piccoli occhi (questi ultimi di chiaro significato apotropaico).

Spesso i pescatori  personalizzavano le loro imbarcazioni con disegni geometrici molto semplici sulle fiancate e sulle impavesate o con a prua stemmi o bandiere relativi al luogo di provenienza.

Venezia marittima a bordo di un bragozzo

Abbiamo scelto il bragozzo come imbarcazione su cui traghettare i piccoli gruppi di sei persone che decideranno di scoprire il percorso marittimo di Geografismi. Salire a bordo di questa barca tradizionale veneziana e lasciarsi traghettare dal suo comandante, Cristina Dalla Toffola sarà un’occasione unica per vedere Venezia da un punto di vista privilegiato e poter toccare con mano la storia e la tradizione di questo mezzo di trasporto che è davvero ricco di storia.

Iscriviti alla newsletter di Geografismi

Iscriviti alla newsletter di Geografismi

Non perderti le novità sui nostri percorsi!

Grazie per esserti iscritto alla newsletter!

Pin It on Pinterest