Come nel celeberrimo dipinto di Canaletto Il Bucintoro, anche quest’anno è avvenuto lo sposalizio col mare nel giorno della festa della Sensa.

Con quest’anello ti sposo sono le parole che vengono pronunciate, un tempo dal doge, oggi dal sindaco di Venezia, e con le quali si promette rispetto e protezione reciproca tra i veneziani e le acque su cui poggia la loro città, un momento fondamentale per i veneziani che si rinnova da più di mille anni.

Con la Sensa da sempre prende il via la stagione remiera

La festa della Sensa segna anche l’inizio della stagione remiera, che termina alla fine di settembre, che vede, oltre alle celebri regate lungo il Canal Grande, molti altri eventi che uniscono sport, tradizione e religione, e che si svolgono nelle isole attorno a Venezia, come quella di Pellestrina, Murano e Sant’Erasmo.

Le regate e con loro le feste tradizionali  non sempre sono conosciute dall’ormai tipico turista mordi e fuggi e possono dimostrarsi, un’opportunità per conoscere luoghi che sono stati fondamentali per rendere Venezia uno dei capoluoghi mondali dell’arte, della storia e del commercio.

La stagione remiera 2015 a rischio con i tagli del commissario Zappalorto

Alla festa della Sensa di quest’anno, il commissario straordinario Zappalorto, ha gettato in mare la fede che sposa la città alle sue acque, un gesto importante che non è solamente tradizione, e che continua anche nell’era dove tutto corre velocemente e dove sembra che nulla sia per sempre.

In contrasto con questo gesto compiuto davanti a tutta la cittadinanza, c’è anche però un’altra questione che è rimasta dietro le quinte: l’intera stagione remiera, secondo i tagli decisi con il bilancio 2015 in fase di approvazione da parte del commissario straordinario, è a rischio.

Le spese per le regate della stagione non rientrano, infatti, tra le spese giudicate obbligatorie e pertanto già la prossima regata di Sant’Erasmo, agli inizi di giugno, non sarà organizzata dal Comune, ma sarà «salvata» dagli sforzi del Comitato dell’isola e dei regatanti che se ne assumeranno i costi organizzativi.

Ciò significa non avere capito il Dna della città– commenta Saverio Pastor, noto artigiano remiero e presidente dell’Associazione El Felze – il che vuol dire annientare la storia, la nostra cultura, la nostra specificità, la nostra essenza”. Dure reazioni non solo dal mondo della voga, se i soldi per le regate non saranno in bilancio, Venezia, con il suo turismo e la sua storia millenaria, perderà un pezzo importante del suo essere.

 

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