Nelle città di mare i lazzaretti erano luoghi chiusi o isolati dove venivano confinati uomini e merci sospettati di essere contagiosi portatori di malattie (lebbra e peste) per lo più provenienti da paesi dove si intrattenevano scambi commerciali. Accadeva spesso dunque che le navi con le merci e gli equipaggi di ritorno dai loro viaggi dovessero trascorrere un soggiorno di circa quaranta giorni (la quarantena) in queste strutture.

L’origine del nome Lazzaretto è riconducibile a due ipotesi,

  1. la prima lo riconduce al lebbroso Lazzaro ricordato nei Vangeli e assunto a protettore dei lebbrosi;
  2. la seconda si richiama al primo Lazzaretto della storia, quello sito proprio a Venezia e conosciuto come Lazzaretto Vecchio dove i primi abitanti dell’isola i Padri Eremitani, avevano eretto una chiesa consacrata a Santa Maria di Nazareth (da lì chiamato Nazzaretto) ed un ricovero per i pellegrini che andavano o tornavano dalla Terrasanta (1249).

La metropoli veneziana contro la morte nera

Nel 1200 i veneziani erano 80.000, nel ‘300 si stimavano 120.000 abitanti nella città e 40.000 nelle isole. Tali cifre sono impressionanti se solo pensiamo che nell’Europa occidentale medievale veniva considerata grande una città con 10.000 abitanti. Ma già a partire dal 1348 la peste iniziò a decimare la popolazione. La morte nera si presentava in due forme:

  1. una era la forma bubbonica, che si manifestava appunto con dei gonfiori, i bubboni, di colore nerastro;
  2. l’altra era la malattia polmonare, con sintomi della polmonite acuta, trasmessa con contagio da persona a persona.

La diversità tra le due forme non era ben chiara ai veneziani, quindi se la quarantena poteva impedire la diretta diffusione della forma polmonare, a nulla giovava contro la forma bubbonica.La sua trasmissione era dovuta alle pulci infette dei topi ospiti delle navi.

La peste da Oriente trasmessa attraverso i topi

E precisamente dall’Oriente fece il suo nefasto arrivo: Caffa, stazione della Crimea frequentata da veneziani e genovesi era assediata dai tartari, già decimati dalla malattia, i quali per piegare la resistenza degli assediati, pensarono di catapultare i loro morti nella città. Nell’autunno del 1347 una galera veneziana da Caffa portò in Italia i topi impestati. Nei diciotto mesi che seguirono morirono di peste i tre quinti dei veneziani.

Dal 1348 seguirono tre secoli funestati dalla Morte nera ma alle decimazioni seguivano anche notevoli riprese dell’andamento demografico: nel 1500 il numero dei veneziani era pressapoco lo stesso del ‘300, intorno ai 120000.

La visita ai lazzaretti

La storia e le testimonianze antropologiche e archeologice che si trovano nelle isole dei Lazzaretti Novo e Vecchio sono un patrimonio che va tutelato e allo stesso tempo promosso perchè non sia appannaggio di pochi ma venga conosciuto e valorizzato secondi i principi per noi fondamentali di un turismo sostenibile e rispettoso delle tradizioni e del territorio. Per questo motivo, in sinergia con EKOS CLUB e Archeoclub di Venezia, vi proponiamo questo itinerario tematico dove ancora una volta Venezia nel tempo si è dimostrata all’avanguardia in Europa.

Vi aspettiamo con il percorso la peste e l’anima per emozionarvi sulle tracce della storia.

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